LE DUE BUSSANE
A Levante di San Remo, superato il torrente Armea, dalla via Aurelia si stacca una strada che sale con due secchi tornanti e si porta sopra un poggio alberato, dove appare l'ordinato paese di Bussana.
L'abitato sorse quasi un secolo fa, dopo il catastrofico terremoto del 23 febbraio 1887, che aveva distrutto il borgo medievale oggi noto col nome di Bussana vecchia, arroccato su una balza più interna.
Dalla nuova Bussana, la strada risale la collina in un paesaggio arido e assolato, occupato dalle fasce delle coltivazioni floricole e finalmente appaiono le bianche case e le rovine del borgo di Bussana Vecchia.
La vegetazione che accompagna e completa il paesaggio è tipicamente ligure: cespugli di ginestra, mirto, lentisco, timo, rosmarino, che spandono i loro profumi nell'aria e ricoprono con un manto dalle cangianti tonalità di verde l'asciutta superficie di terreno argilloso. Sottostrada troviamo i pini marittimi e gli ulivi, un tempo numerosi e fitti, veri padroni del territorio.
"Vorrei vivere |
in un bel paese povero |
Ricco soltanto |
di calore umano |
Con case antiche |
e mura screpolate |
Tra gente che saluta |
anche all'estraneo. |
Vorrei ascoltare i canti del paese |
Passar le notti in una osteria |
Vedere l'alba sorgere al mattino |
Un po' assonnato ma in giusta compagnia " |
(GIOVANNI FRONTE, BUSSANA VECCHIA ,1977) |
Arrivati a Bussana Vecchia, si accorge che l'antico borgo è tutt'altro che fantasma e abbandonato. Prima si vedono le automobili, con targhe italiane ed estere, infatti qui vive una popolazione dalle origini più svariate; poi si incontrano tanti gatti ben pasciuti e beatamente stesi al sole, sui gradini delle case. Camminando lungo la strada ciottolosa si notano le insegne delle prime botteghe, le tende che nascondono le finestre, i fiori sulle terrazze e sui balconi.
Bussana Vecchia appare come un borgo medievale, arroccata sulla cima di colline scoscese, formata da alte case riunite attorno alla chiesa e attraversate da una fitta rete di vicoli, piazzette, passaggi segreti. Suggestivi angoli di medioevo giunti ai nostri giorni per la gioia dei turisti.
Infatti i primi insediamenti di popolazione di Bussana Vecchia risalgono proprio al lontano Medio Evo.
Nel corso dei secoli, il borgo si sviluppò lentamente sino al disastroso terremoto del 1887 che costrinse gli abitanti ad abbandonare le loro case semi distrutte.
Il villaggio fu abbandonato per più di cinquant'anni. Nel secondo dopoguerra, le costruzioni diroccate, anche se senza porte e finestre, fornirono un rifugio ai lavoratori "senza tetto" in cerca di case.
Intorno al 1960 arrivarono i primi artisti stranieri, creando così un nucleo consistente che diede l'avvio definitivo alla rinascita del borgo ormai conosciuto come "Villaggio Internazionale Artisti". Il villaggio continuò a crescere, mentre si aprivano botteghe e venivano ad alimentare il suo fascino nuovi personaggi. Nello stesso tempo si sgombravano le strade dalle macerie, si consolidavano le case e le si dotavano di tutti i servizi atti ad abitarle.
Il paese, oggi, conta un centinaio di abitanti, vi si svolgono attività artistiche di vario tipo tra le quali la pittura, la scultura, la decorazione su vetro, ceramica e stoffa, la ritrattistica, la grafica, la bigiotteria, la lavorazione della terracotta. Vi sono anche altri artisti che non producono manufatti: ballerini, cantanti, registi teatrali, attori, scrittori e musicisti.
Grazie a queste attività Bussana Vecchia riceve ogni anno duecentomila turisti ed è soggetto di documentari per le televisioni nazionali ed estere, oltre che di innumerevoli articoli apparsi su quotidiani e settimanali.
Noi ragazzi delle classi 3°, 4°e 5° abbiamo deciso di visitare Bussana Vecchia per constatare di persona come vivono oggi i bussanesi. E' il caso di dire che sono stati gli alunni, questa volta, ad accompagnare le maestre, perché qualcuno di noi conosceva parecchie scorciatoie per arrivare a piedi in paese in breve tempo. Siamo arrivati a destinazione verso le 9 del mattino, accaldati, ma emozionati per la giornata che ci attendeva, e si può dire che il paese era ancora "addormentato": qui la sera si fanno le ore piccole!
Ci siamo addentrati nel paese ed abbiamo subito visto le case rovinate dal terremoto che si è verificato il 23 febbraio 1887: alzando la testa per osservare meglio le costruzioni diroccate, abbiamo visto una stele di marmo, posta su un muro, che riportava la lista dei nomi delle vittime del terremoto, che distrusse anche la piccola e la grande chiesa, oltre alle botteghe ed alle case dei bussanesi.
Intorno agli anni '60, molti turisti italiani e stranieri che si erano recati a visitare Bussana Vecchia, decisero di restaurare case e negozi al fine di viverci e di coltivare la propria arte in un clima sereno e quasi "surreale".
Continuamo la nostra passeggiata all'interno del paese: sopra il muro di una casa c'è disegnato un "Budda". Intorno a noi vediamo botteghe, carruggi e strade costruite interamente in pietra, dalla quale spunta spesso l'erba, quasi a ricordare che il paese è ancora immerso nella natura. Sono le 10,30: finalmente appare qualche personaggio lungo il nostro cammino, per poi scomparire subito nella penombra di qualche carruggio laterale. Tutto contribuisce a rendere più affascinante questo posto!
Ed ecco un incontro inaspettato!! Vi ricordate Wilmot, il moderno Geppetto di Bussana Vecchia? Ebbene, per noi questo artista è semplicemente il padre di Mungo, un ragazzo che ha frequentato la nostra stessa scuola. Wilmot ci ha gentilmente invitati tutti nella sua dimora , per mostrarci il suo studio e le sue opere: egli intaglia figure nel legno, le pittura ed infine le pone all'ingresso della sua casa, chiamandole "silenziosi servitori", perché ricordano i paggetti che lavoravano nelle ricche case inglesi, all'inizio del secolo scorso. Tra le sue sculture abbiamo anche potuto ammirare varie figure di donne costruite con la creta ed una bella sirena scolpita nel legno.
Usciti dalla strana casa, saliamo ancora un breve tratto ed arriviamo allo studio "Manco", dove lavora il padre di Martina, un pittore che dipinge i quadri con i pastelli ad olio: prima prova le varie tinte sulla tela, poi prende uno straccio imbevuto di acqua ragia e lo passa sopra i colori, infine con una bomboletta spruzza il colore scelto sulle figure in rilievo ottenute con un impasto speciale modellato sulla tela dall'artista.
Le botteghe a Bussana Vecchia sono tutte antiche e molto particolari: vendono foto e cartoline del paese, sculture che non si capiscono e quadri con i paesaggi locali, braccialetti, collanine, orecchini artigianali ed altri souvenir.
Un momento particolare della nostra gita è stato l'arrivo alle rovine delle due chiese. Osservandole possiamo immaginare la terribile forza distruttiva che può portare un sisma: solamente i due campanili sono rimasti in piedi, mentre entrambe le volte sono crollate. All'interno possiamo intravedere un quadro della Madonna con Gesù Bambino ed un crocifisso ancora intatti. Tra le macerie è cresciuta molta erba che da un tocco di vivo colore alla tristezza della pietra: un'altra testimonianza di come la vita sia tornata felice in un luogo che aveva conosciuto tanta desolazione!!
Si è fatto tardi! E' ora di ritornare a scuola: lentamente scendiamo lungo scale e carruggi ed abbandoniamo il paese, con la promessa di tornare, magari con genitori o amici per mostrare anche a loro quanto possa essere unica e ricca di novità Bussana Vecchia