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MODELLO
ORGANIZZATIVO DI CIRCOLO
Il servizio scolastico è da un lato espressione di una funzione
pubblica, dall’altro di autonomia funzionale delle singole istituzioni
scolastiche per quanto riguarda agli aspetti didattici, organizzativi, di
ricerca, sperimentazione e sviluppo dell’insegnamento.
Nel merito il DPR 275/99 ha stabilito nell’art. 5 dal titolo
Autonomia organizzativa:
Le istituzioni scolastiche adottano, anche per quanto riguarda
l'impiego dei docenti, ogni modalità organizzativa che sia espressione di
libertà progettuale e sia coerente con gli obiettivi generali e specifici
di ciascun tipo e indirizzo di studio, curando la promozione e il sostegno
dei processi innovativi e il miglioramento dell'offerta formativa.
…<omissis>
L'orario complessivo del curricolo e quello destinato alle singole
discipline e attività sono organizzati in modo flessibile, anche sulla
base di una programmazione plurisettimanale, fermi restando
l'articolazione delle lezioni in non meno di cinque giorni settimanali e
il rispetto del monte ore annuale, pluriennale o di ciclo previsto per le
singole discipline e attività obbligatorie.
In ciascuna istituzione scolastica le modalità di impiego dei docenti
possono essere diversificate nelle varie classi e sezioni in funzione
delle eventuali differenziazioni nelle scelte metodologiche ed
organizzative adottate nel piano dell'offerta formativa.
L’ autonomia organizzativa è garanzia della libertà d’insegnamento
e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella
realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati
allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla
domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti
coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo.
E’ stato scardinato l’impianto burocratico tradizionale e si impone
la ricerca di un modello organizzativo profondamente rinnovato che in ogni
caso deve fare i conti con la caratteristica di servizio pubblico della
scuola, che ha il fine di soddisfare esigenze della persona e della
comunità e che si inquadra nell’ordine generale del sistema della norma
giuridica.
Nell’ambito del Collegio Docenti ed in iniziative di aggiornamento ci
siamo posti apertamente il problema del modello organizzativo di Circolo e
dei rapporti funzionali, di ruolo e di responsabilità tra le varie
componenti professionali. Non abbiamo mai aderito ad un modello
predefinito e dogmatico ma di volta in volta abbiamo cercato le soluzioni
possibili ed utili pur avendo presente i seguenti criteri condivisi:
l’idea di un’organizzazione che apprende;
la consapevolezza di dovere essere una comunità educante;
l’esigenza di condividere le pratiche professionali ma anche la
dimensione etica e valoriale;
le funzioni di ruolo e di potere intese come servizio;
la collaborazione con chi si assume responsabilità.
Volendo riferirsi ad un modello possiamo definire il nostro modello
organizzativo "a matrice". In questo modello viene messo al
centro il team di progetto, nel quale i vari operatori lavorano insieme al
buon esito del "prodotto", differenziandosi al loro interno per
funzioni o per competenze, ma integrandosi per adeguamento ad obiettivi e
valori condivisi, che il coordinatore presidia.
In allegato la tabella descrive il modello organizzativo: in
orizzontale sono indicati i plessi scolastici elementari e dell’infanzia
ed in verticale i progetti da realizzare. Lo staff di direzione è
pertanto composto dal DS, dal DSGA, dai fiduciari di plesso, dai referenti
dei progetti e funzioni obiettivo e garantisce il coordinamento delle
iniziative ordinarie e straordinarie del Circolo.
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