|
Piano
delle attività dei singoli plessi di scuola dell'infanzia
Tutti questi elementi sono sviluppati e descritti nelle singole
programmazioni di plesso e negli opuscoli informativi per le famiglie,
documenti reperibili in Direzione, e nel sito
http://www.sanremonet.com/scuole/infanzia/index.htm
Scuola
dell’infanzia di Villa Meglia
Scelte didattiche
Privilegiare la sfera relazionale e affettiva a quella
cognitiva
La scelta pedagogica, che ha sempre caratterizzato la nostra scuola è
quella di privilegiare la sfera relazionale e affettiva rispetto al
cognitivo. E’ proprio l’affettività, che comprende il complesso dei
rapporti che ci legano in modo stabile a persone, luoghi e cose, ed è
costituta dalle emozioni e dai sentimenti che si sviluppano fin dalla
nascita, costituisce il motore dello sviluppo, la premessa o motivazione
iniziale all’azione, ma anche una gratificazione o motivazione finale e
un rinforzo positivo per il comportamento. Lo sviluppo emotivo e affettivo
influisce sulle capacità cognitive(pensiero, memoria, attenzione),
volitive(motivazioni, interessi) e motorie(psicomotricità). Quindi il
contesto privilegiato per la realizzazione del processo di insegnamento
– apprendimento deve essere quello della dimensione affettiva e
relazionale, con l’obiettivo di un’autonomia psicologica(emotiva) tale
da rendere equilibrato il rapporto tra affettività e cognitività,
accompagnando il bambino nel raggiungimento di una sicurezza di base che
gli permette di sostenere e potenziare le proprie conoscenze.
Le strategie utilizzate riguardano in particolare: il ruolo del
docente, il contesto educativo, il gioco, le attività didattiche
strutturate.
Il ruolo del docente.
Fondamentale è l’attenzione e la competenza del team docente nel
condurre i gruppi di bambini e nel saper cogliere e gestire le varie
dinamiche relazionali che si manifesteranno durante l’anno scolastico.
Questo potrà realizzarsi mostrando un’adeguata sensibilità e
disponibilità alla relazione educativa col bambino, assumendo di volta in
volta il ruolo di contenitore emotivo, osservatore, partecipe, mediatore
relazionale, coautore, regista e "scenografo" del contesto
educativo.
Con l’obiettivo di realizzare una buona relazione frutto di una
comunicazione chiara e corretta, basata su un’ottima capacità di
ascolto e di comprensione del messaggio verbale e non, esplicito e/o
implicito (ascolto attivo), sapendo cogliere i bisogni e le richieste di
ciascun bambino, riconoscendone la peculiarità e l’unicità, cercando
cioè di privilegiare, soprattutto nel primo periodo dell’inserimento,
un rapporto il più possibile individualizzato.
Questa prima esperienza emotivamente significativa per il bambino (l’inserimento
e l’ambientamento) rappresenta un momento molto delicato, a volte
traumatico, non solo per il piccolo, ma anche per il genitore e a volte
anche per l’insegnante. Quindi è un momento che si ripete
quotidianamente e coinvolge anche gli altri bambini più grandi e già
inseriti al mattino durante l’accoglienza, di transizione
(separazione/ricongiungimento) con tutti i connessi vissuti di ansia
diversi da bambino a bambino, da considerare con attenzione, adottando
strategie educative adeguate e compartecipazione di tutto il gruppo
docente.
Questa separazione, infatti, non è traumatica e viene ben tollerata
seguita da un’esperienza costante di ritorno, avviene gradualmente, in
un ambiente accogliente dove il bambino è accompagnato da una figura
familiare e dove trova figure di riferimento stabili di cui si fida col
tempo e a cui si affida. Tende infatti ad appoggiarsi per trovare sostegno
e rinforzo emotivo al docente che lo accoglie, il quale deve dimostrare
una completa disponibilità a questo rapporto privilegiato ed
individualizzato, cercando gradualmente di risolvere le richieste e di
soddisfare i bisogni attraverso strategie comunitarie mediante i processi
di socializzazione nella vita di gruppo.
Anche la fase successiva all’inserimento, quando il bambino acquista
una tale fiducia in se stesso da maturare una certa capacità di
autogestione anche nelle situazioni nuove, è legata alla sfera affettiva
e relazionale adulto/bambino dove il docente dovrà comunque essere sempre
presente e vicino al piccolo, offrendogli il suo appoggio e gli stimoli di
crescita e di conquista individuali.
Il contesto educativo
E’ rappresentato oltre che dalle persone e dalla relazione, dagli
spazi (ambienti/affetti) e dai tempi (forti/deboli), che debbono stimolare
la curiosità del bambino, ma devono anche essere intimi, raccolti,
personalizzati e socializzati per contenerlo emotivamente (la suddivisione
in angoli significativi quali angolo morbido, del gioco simbolico, dei
travestimenti, dei giochi motori e la scansione della giornata educativa
tra i momenti di routine e quelli delle attività ludiche libere e
strutturate).
Fondamentale per la maturazione dell’identità personale con la
consapevolezza di sé e dell’altro, è la personalizzazione degli spazi
( le foto nello spogliatoio, in bagno, nella cassettiera delle cartelline
personali), l’accettazione dell’oggetto transizionale portato da casa
(il cesto o la scatola delle "cose di casa"), il momento delle
presenze al mattino e del circle – time (momento del cerchio). Quest’ultimo
è una strategia didattica adottata già negli anni precedenti che,
insieme alla tecnica dell’ascolto attivo, ha come obiettivo principale
quello di favorire la conoscenza reciproca, la comunicazione e la
cooperazione fra tutti i membri del gruppo in cui ognuno soddisfi il
proprio bisogno di individualità e di appartenenza raccontando il proprio
vissuto. Tutto questo serve a creare una continuità (orizzontale e
verticale) nelle esperienze di vita del bambino, costruendo dei legami e
dei rapporti significativi tra l’ambiente familiare, quello scolastico e
sociale, per esempio nel momento in cui si cantano le canzoni e le
filastrocche conosciute dai bambini che hanno frequentato precedentemente
il Nido e ora le insegnano agli altri bambini della scuola.
Scelte metodologiche
Lo sfondo integratore
E’ nostra convinzione che le attività debbano essere proposte ai
bambini e non imposte.
Nello "Sfondo Integratore" le opportunità cognitive si
dipanano all’interno di un contesto unificatore dove la condivisione
e la socializzazione delle esperienze diventa l’asse
portante della motivazione all’apprendere.
Crediamo importante poter offrire ai bambini occasioni di conoscenza in
cui i protagonisti siano soprattutto loro; le tappe del percorso didattico
diventano in questo modo solo parzialmente preventivabili ed
individuabili. Tutto ciò che proviene dall’analisi delle
"tracce" lasciate dagli interventi dei bambini è aperto,
flessibile, modificabile.
Il contesto si costruisce con i bambini e non per i bambini, sulla base
dei loro interessi, delle loro richieste, delle loro proposte.
Uso del linguaggio verbale
Particolare attenzione e spazio verrà dato al linguaggio verbale
considerando il campo di esperienza "i discorsi e le parole"
nella sua trasversalità rispetto agli altri campi.
Al di là delle attività spiccatamente e prettamente linguistiche
(giochi di parole, ricerca di rime, produzione e lettura di favole,
storie, filastrocche) il linguaggio verbale verrà utilizzato all’interno
del contesto scolastico come mezzo perché le esperienze si fissino, si
condividano, si socializzino, si allarghino, si veicolino dal piccolo al
grande gruppo. Il linguaggio verbale diventerà modo di progettare accanto
agli altri campi di esperienza, di ragionare sugli eventi, di prevedere e
ripensare sulle esperienze vissute, attraverso una fitta rete di scambi
verbali bambino/bambino e bambino/adulto.
Attenzione al processo
Altra scelta didattica a cui attribuiamo molto rilievo è quella di
essere attenti, durante lo svolgersi delle attività e delle proposte
didattiche, al processo con cui i bambini, per vie brevi o lunghe,
tortuose o scarsamente comprensibili, arrivano a conclusioni e risultati
individuali o di gruppo. Crediamo che nel percorso didattico il vero
protagonista del crescere cognitivo sia il processo con cui i bambini,
attraverso la discussione e gli scambi tra pari costruiscono conoscenze,
elaborano e modificano ipotesi.
Il prodotto (sia esso una storia inventata, sia una costruzione
individuale o collettiva, sia un prodotto pittorico o un gioco di regole)
è fortemente connotato da come il processo da cui è scaturito è stato
condotto, guidato. Più i bambini sono liberi di elaborare e ragionare
autonomamente più il prodotto avrà caratteristiche più vicine al mondo
dei bambini che a quello degli adulti(logiche diverse, imperfezioni nell’esecuzione,
difficile decodifica da parte dell’adulto), ma avrà il pregio di essere
una conquista dei bambini che ne sono stati protagonisti e artefici e non
un risultato imposto dall’adulto.
Organizzazione
Raggruppamenti
I criteri a cui facciamo riferimento nella suddivisione dei bambini per
gruppi si rifanno a scelte educative condivise e adottate gli anni scorsi,
che hanno confermato la nostra coerenza riferita ad una organizzazione
atta a promuovere nei bambini un soddisfacente equilibrio nei gruppi, che
poggiano su questi presupposti:
formare gruppi il più possibile omogenei per età,
formare un piccolo gruppo di bambini di tre anni,
formare un gruppo di bambini di cinque anni già consolidato da ormai
tre anni a cui venga garantito un percorso finalizzato all’acquisizione
di competenze di base per la scuola elementare.
Inserimento
L’organizzazione dei tempi e dei modi dell’accoglienza è
finalizzata a rendere l’ingresso dei bambini piccoli nella nostra a
scuola il più possibile graduale, sereno ed al tempo stesso
"veloce". A tal fine si è deciso di:
utilizzare l’orario insegnanti in modo elastico che garantisca nel
primo periodo dell’anno tutti i momenti di contemporaneità sui gruppi
dei piccoli;
proporre ai genitori l’inserimento in loro presenza per un periodo
quantificabile in due, tre giorni;
attrezzare alcuni spazi e alcuni laboratori con giochi e materiali
adatti esclusivamente ai bambini di tre anni;
utilizzare il "maternage" dei bambini di cinque anni come
strumento per responsabilizzare i grandi e tranquillizzare i piccoli.
Da alcuni anni, nella nostra scuola, si è consolidata la festa del
"benvenuto" un momento particolarmente significativo i fini
della formazione dei gruppi e del consolidamento di quelli già formati.
Ogni anno i bambini "grandi" della scuola organizzano una festa
che ha lo scopo principale di accogliere, a tutti gli effetti, i piccoli
come facenti parte del gruppo, non limitato a quello di appartenenza ma a
quello più allargato patrimonio di tutti. Una festa significativa che
concretizza il significato simbolico più intimo di appartenenza a un
qualcosa di più concreto: l’amicizia, la conoscenza, il sentirsi
accettato.
I laboratori
Nella nostra scuola sono presenti:
un laboratorio di pittura e di manipolazione,
un laboratorio di costruzione,
un laboratorio di motricità,
un laboratorio di animazione e drammatizzazione.
Laboratorio di pittura e manipolazione
Questo spazio è suddiviso in due locali comunicanti di cui uno
illuminato da un'ampia vetrata. La funzione prevalente attribuita a questo
spazio è l'utilizzo di tutte le pareti di entrambe le stanze (ricoperte
di carta plastificata trasparente) per svolgere attività pittoriche
"a muro" su grandi fogli appesi ad altezza di bambino. Il
materiale (tempere e pennelli) è esposto su due carrelli che ne
permettono a tutti i bambini un autonomo utilizzo. Al centro delle stanze
sono disposti grandi tavoli che permettono di svolgere attività di
pittura e manipolazione (oltre a pongo e das, anche farina, polenta e
altro diverso materiale in polvere) sia in grande gruppo (tenendo i tavoli
uniti al centro) che in piccoli gruppi o individualmente separando i
tavoli e utilizzando tavolini più piccoli normalmente
"nascosti" sotto i grandi tavoli.
Laboratorio di costruzione
Le scaffalature a parete e grandi tavolini al centro permettono al
bambino di scegliere, sui ripiani che raggiungono la loro altezza, il
materiale che ritengono utile per ciò che vogliono realizzare e riporlo
sui tavoli dove trovano la colla o altri fissanti sistemati al centro
dagli insegnanti. Anche in questo caso la disposizione dei tavoli è
"polivalente" in quanto permette momenti di attività di grande
gruppo (i quattro tavolini uniti) o a piccoli gruppi (separando i tavoli).
Il materiale (tutto di recupero) che si trova in questo spazio è fornito
alla scuola dai bambini stessi che recuperano in casa tutto ciò che loro
stessi ritengono possa essere usato per "trasformarsi in....".
Quando, però, i bambini non ritrovano nella stanza quello che necessita,
gli insegnanti organizzano "uscite" mirate alla ricerca dell'
"oggetto" utile o comunicano alle famiglie la necessità di
trovare quel particolare materiale coinvolgendo,cosi, tutta l'utenza. Nel
corso degli anni questo spazio si è, pertanto, arricchito non solo
quantitativamente ma e, soprattutto, qualitativamente.
Laboratorio di motricità
Questo locale è il "salone", il più ampio di tutta la
scuola e, proprio per questo motivo, è stato scelto per svolgervi
attività motoria.
Attaccato ad una parete c'è un grande specchio quadrettato fatto
costruire dalle insegnanti stesse. Il centro è completamente vuoto;
affiancate a tre pareti ci sono alcune panchine, due grandi materassi da
sistemare a terra all'occorrenza, mentre tutto il materiale utile
all'attività motoria è disposto su un carrello mobile e due mobili
sistemati contro la quarta parete. L'ordine degli oggetti è molto
"rigido" (sempre uguale) per permettere ai bambini di poterlo
prendere e, a fine attività riporlo autonomamente. In una nicchia
scaffalata sono sistemati palle, grandi costruzioni di gommapiuma,
strumentario musicale specifico e strumenti costruiti dai bambini nel
corso degli anni. Su un mobile è sistemato un televisore a colori grande
schermo con videoregistratore utilizzato a scopi didattici. Il pavimento
è rivestito di linoleum e ciò permette attività a piedi nudi.
Laboratorio di animazione e drammatizzazione
Anche in questo caso è stata scelta la stanza più ampia (del primo
piano) per favorire attività anche con il grande gruppo. Il materiale
"occorrente" (trucchi, vestiti, oggetti per stimolare la
creazione di personaggi (cappelli, borse, occhiali .... ) è stato
disposto ai lati della stanza per lasciare vuoto lo spazio centrale che
viene utilizzato per la realizzazione delle drammatizzazioni. Due tendoni
incrociati possono isolare all'occorrenza alcuni spazi che possono essere
identificati con l'angolo dei travestimento e il
"palcoscenico".
La scelta di queste possibili suddivisioni ci permette di non
utilizzare questo spazio in modo stereotipato ma di scegliere con i
bambini, di volta in volta, l'effettiva necessità in riferimento
all'attività che vogliono realizzare (drammatizzazione spontanea,
identificazione di personaggi reali o di fantasia, ombre cinesi, trucchi
particolari, mimica).
Il laboratorio come risorsa per la vita dell'intera scuola.
Questi laboratori vengono utilizzati quotidianamente a rotazione
giornaliera dai gruppi omogenei. Ogni gruppo di bambini conosce il proprio
turno settimanale; a inizio anno i bambini cercano un modo per
rappresentare questo "calendario interno" e ogni giorno sanno
quale stanza possono utilizzare e di conseguenza decidono l'attività da
fare in relazione a quello spazio. Questa organizzazione non è rigida
come può apparire in quanto la scuola è dotata di altri spazi (oltre ai
quattro laboratori) che possono essere alternativamente usati. Comunque il
turnare nei laboratori consente di progettare percorsi didattici a
"lungo termine", cioè che si realizzano attraverso una serie di
"tappe" non necessariamente in successione ma assolutamente
legate ad un unico "filo conduttore" che è la motivazione che
noi insegnanti stimoliamo e con la quale cerchiamo di rendere autonomi i
bambini nel progettarsi le attività che possono essere poi concretamente
realizzate nei vari laboratori.
Scuola dell’infanzia
di Verezzo
Dall’anno scolastico 2002-2003 è stata costituita una sezione di
scuola dell’Infanzia a Verezzo in un’ala dell’edificio della scuola
elementare.
Nella nostra scuola vengono proposte varie attività che consentono ai
bambini un confronto quotidiano con sé stessi, con gli altri e con l’ambiente.
Abbiamo a disposizione, oltre ai vari locali servizi, due ampie aule nelle
quali sono stati allestiti angoli utilizzati in modo sistematico e
continuo.
Attività di pittura e manipolazione
Nell’aula di sezione, due pareti (protette da grandi fogli di carta)
consentono attività pittoriche a muro. Il materiale (pennelli, tempere,
acquerelli, pittura a dita) è disposto su un apposito carrello
accessibile ai bambini. Per le esperienze di manipolazione, ritaglio,
incollo ecc. sono utilizzati i tavolini di sezione. Quest’anno con l’aiuto
della maestra del colore Cinzia Mingarelli i bambini si accosteranno alla
pittura steineriana. L’insegnante condurrà le attività all’interno
del progetto di Continuità con i bambini della scuola dell’infanzia e
del primo ciclo della scuola elementare.
Attività di lingua
Nell’aula di sezione abbiamo un ampio scaffale per i libri, che i
bambini possono sfogliare a piacere. Attraverso un percorso di
accostamento al libro, lettura di immagini, filastrocche, canti,
narrazione di racconti imparano ad ascoltare, comprendere e comunicare.
Attività di psicomotricità
Nell’aula polivalente (che di pomeriggio viene utilizzata per il
riposo dei più piccoli) con teli di stoffa, palloncini, palle di varie
dimensioni, materassini, tappeto morbido, cerchi e alcuni strumenti
musicali (tamburello e triangolo) verrà privilegiato il vissuto più
immediato dei bambini, quello corporeo per consentire loro la
strutturazione della propria immagine del corpo.
Attività scientifiche (pasticciamento)
L’aula polivalente viene adibita settimanalmente a
"laboratorio" scientifico dove i bambini avranno l’opportunità
di soddisfare i loro bisogni esplorativi utilizzando diversi tipi di
materiali (acqua, farine, riso, sassolini ecc.) e oggetti (colini, retini,
imbuti, recipienti vari, posate di legno e di plastica ecc.).
Nella nostra scuola il supporto musicale sostiene diverse attività in
quanto potente strumento di espressione e comunicazione. Le musiche che
proponiamo vanno dalla musica classica alle canzoni per bambini.
Durante i momenti di gioco libero, i bambini possono giocare nell’angolo
della cucina e dei travestimenti allestito nell’aula di sezione; è un
luogo molto vissuto perché propone la rielaborazione di esperienze
quotidianamente vissute e fortemente connotate da un punto di vista
affettivo ed emotivo.
Sono previsti anche momenti di gioco libero e guidato in giardino per
correre, saltare, e utilizzare i numerosi giocattoli (camion, ruspe,
palette, secchielli ecc.) di cui la scuola è dotata.
Scuola
dell’infanzia del comune di Ceriana
Intendiamo la scuola dell’infanzia come:
ambiente di vita
ambiente di relazioni
ambiente di insegnamento-apprendimento.
Le finalità educative che ci proponiamo di perseguire si riferiscono a
un bambino/a inteso come soggetto attivo impegnato a rapportarsi con la
realtà, a costruire con l’attività creativa della mente i processi di
conoscenza, a strutturare la propria personalità nell’interazione con
gli altri.
Considerando i diversi ambiti del fare e dell’agire del bambino/a si
assume una prospettiva di programmazione che formalizzi gli obiettivi e i
contenuti educativi di base nelle diverse dimensioni di sviluppo: motorio,
percettivo, cognitivo, ludico, affettivo, sociale.
Le attività proposte, che si articolano in percorsi didattici mirati
alla maturazione dell’identità personale, alla conquista dell’autonomia,
allo sviluppo delle competenze
sono le seguenti:
Attività grafiche-pittoriche e di manipolazione svolte in
sezione e nell’angolo della pittura in salone;
Attività linguistica svolta in sezione con l’ausilio
dell’angolo della lettura;
Attività di esplorazione e ricerca ambientale legata
alla programmazione didattica annuale;
Attività drammatico - teatrali svolte in sezione nell’angolo
della casetta e dei travestimenti;
Attività di logica-matematica svolte in sezione con
giochi strutturati e in salone;
Attività di psicomotricità svolta con cadenza
settimanale in salone;
Corso di acquaticità rivolto a tutti i bambini con la
collaborazione del Comune di Ceriana;
Attività di organizzazione quotidiana (scelta dei diversi
incarichi);
Attività di continuità con la scuola elementare di
Ceriana, in particolare tra i bambini frequentanti l’ultimo anno
della scuola dell’infanzia e i bambini della classe prima. Il
progetto continuità prevede alcuni incontri durante l’anno
scolastico e la condivisione di particolari momenti: festa di Natale,
settimana della lettura, giornata ecologica.
Scuola
dell’infanzia "Casa dei Bambini"
a metodo didattico differenziato Montessori
Che cosa è il metodo Montessori
La Casa dei Bambini applica il metodo di apprendimento di Maria
Montessori che si fonda su tre punti cardine: la centralità del bambino,
l’ambiente, l’insegnante.
Il bambino
Il bambino, si muove nell’ambiente guidato da ciò che lo
attrae e conosce ciò che vive e sta facendo, toccando con le mani,
ascoltando suoni e rumori, guardando colori, forme.., distinguendo odori,
esamina le cose, forma le sue impressioni, costruisce le sue competenze.
Fondamento del metodo è permettere ai bambini di vivere il maggior
numero possibile di esperienze sensoriali affinché il bambino diventi
gioiosamente capace di fare da sé (vestirsi, mangiare, usare tecniche
espressive diverse) e conquisti coordinazione e precisione nei movimenti,
sappia come si fa e sappia che cosa vuole.
L’ambiente
L’ambiente è la palestra per crescere e per conquistare
autonomia ed indipendenza, rispetto per le cose e gli altri.
L’ambiente deve essere bello, ricco di stimoli per attrarre l’attenzione
del bimbo, offrirgli occasioni per provare a fare, cioè invitarlo a
scegliere un’attività, ad eseguirla, a ripeterla fino a permettergli di
capire come sono le cose, come funzionano.
L’ambiente è l’organizzazione della sezione, i materiali offerti,
ma è anche apertura, scoperta dei luoghi e delle relazioni con il mondo
che il bambino vive.
L’insegnante montessoriana
L’insegnante montessoriana osserva per conoscere il bambino,
incoraggia e guida il suo senso d’indipendenza e le sue capacità di
attenzione e di azione.
Offre a ogni alunno il materiale strutturato predisposto per educare le
sue percezioni, per sviluppare le sue potenzialità, soddisfare la sua
curiosità tenendo conto dei tempi e dell’interesse di ciascuno.
Educazione come aiuto allo sviluppo, alla costruzione del carattere,
alla volontà, alla coscienza delle proprie azioni, all’indipendenza, è
fare per costruire se stessi.
Opportunità del territorio
Valorizziamo le opportunità presenti sul territorio per attività di:
collaborazione con la Biblioteca Civica di Sanremo per iniziative di
animazione alla lettura;
collaborazione con il Comando di Polizia Municipale di Sanremo per il
progetto di educazione stradale;
visite guidate nel quartiere e nella città per scoprire ed imparare.
Vita pratica
Ai bimbi non piace stare a guardare, vogliono fare e così nella scuola
Montessori c’è tempo per provare e riprovare a fare esperienza in
attività che piacciono, che sembrano il gioco della vita e sono come un
lavoro dovrebbe essere…invitante, piacevole, soddisfacente.
Aprire e chiudere scatole, vasetti … travasare, allacciare le scarpe,
lavare, stendere,
stirare o vestirsi con movimenti giusti per imparare a prendersi cura
di se stessi e a fare le cose con precisione e con uno scopo da
raggiungere.
Stenditoio, mastello, secchi, scope, carrelli per il servizio a tavola
sono a misura di bambino.
Materiale sensoriale
È un alfabeto delle cose, prepara il bambino a percepire e distinguere
colori, gusti, suoni, dimensioni, forme geometriche, uguaglianze,
differenze…
E’ un materiale colorato che attrae l’attenzione, diverte e guida i
bambini a riconoscere i contrasti (pesante/leggero, chiaro/scuro,
grave/acuto…).
Stimola in loro l’esplorazione volontaria dell’ambiente, la lettura
e la classificazione delle caratteristiche degli oggetti e li conduce ad
associare la qualità percepita al nome. Il bimbo forma così le basi per
sapersi esprimere con le parole giuste e possedere una mente attenta,
capace.
Dal materiale sensoriale al linguaggio, alla scrittura (nella Casa dei
Bambini l’alfabeto si presenta assai presto), alla geometria, alla
matematica con un gioco-lavoro che fa apprendere senza pesare.
Scuola dell’infanzia
di Poggio
Accoglienza e inserimento
In continuità con le programmazioni annuali degli anni precedenti ed
in pieno accordo con quanto stabilito nel Collegio dei Docenti, la fase
iniziale dell’anno scolastico è dedicata all’accoglienza degli alunni
ed all’inserimento dei nuovi iscritti.
Si tratta di una esperienza didattica di grande rilevanza, finalizzata
allo "star bene insieme a scuola", a favorire i processi di
comunicazione tra i bambini e di inter relazione nel gioco e nelle
attività routinarie della vita scolastica.
Per le insegnanti è una fase di osservazione sistematica dei
comportamenti, orientata ad una prima indagine sulle competenze
relazionali, sui comportamenti con coetanei ed adulti, sugli interessi di
ciascun allievo.
Il progetto iniziale continua successivamente nel corso di tutto l’anno
scolastico e si articola nelle esperienze quotidiane dell’ingresso
(modalità di accoglienza dei bambini e dei loro accompagnatori; sistemi
di registrazione di presenze e assenze, il gioco "chi manca?" il
gioco "censimento della classe" e così via).
Il progetto per il corrente anno scolastico 2002 – 2003: premessa
metodologica
Negli incontri di plesso preparatori alla elaborazione della
programmazione annuale abbiamo assunto le seguenti decisioni.
Centrare il percorso prevalentemente su esperienze relative a musica,
colore e motricità.
Non rinunciare all’idea di un tema conduttore narrativo
capace di collegare le esperienze e di favorire la "navigazione
tra i saperi" e l’unitarietà dei sei campi di esperienza del
curricolo.
Individuare le competenze da sviluppare nel corso del
triennio in alcuni domìni delle intelligenze del bambino, utilizzando
i risultati recenti delle sperimentazioni "SPECTRUM".
Programmare in itinere con un sistema a "mappe cognitive"
in cui ogni argomento venga affrontato in tutti i campi di esperienza.
Per ogni argomento iniziare sempre dalla rilevazione della mappa
cognitiva di ogni alunno e della mappa cognitiva del gruppo,
attraverso conversazioni e domande su ciò che i bambini sanno già su
quella questione , per individuare falsi concetti, equivoci,
fraintendimenti che possono essere presenti e le conoscenze e
competenze da valorizzare.
Elaborare una mappa annuale dei percorsi, intesa come prima
ipotesi, da utilizzare in modo flessibile, senza sequenzialità (le
diverse "tappe" del percorso vengono scelte nella
programmazione in itinere secondo gli interessi e le occasioni del
momento e vengono integrate dalle proposte che emergono, nel corso
dell’anno, dai bambini, dalle educatrici, da altri).
Il tema conduttore narrativo
Per valorizzare al meglio le esperienze sul colore, sulle attività
motorie e musicali abbiamo cercato testi metodologici e narrativi
adatti a stimolare le attività didattiche ed abbiamo scelto, come prima
ipotesi di lavoro, i seguenti testi:
· "Arcobaleno" di Marcus
Pfister
· Giocare con i colori
Testi metodologici di riferimento sono, oltre agli Orientamenti:
Un sasso – per un laboratorio di espressione con il colore" di
Laura Mancini – edizioni Junior;
"Musica Pratica - parte prima: Il movimento" attività
socio-motorie, ludico-educative con la musica e propedeutica al ritmo di
A. Rizza – Lattes Editore
Nella programmazione definitiva il team di plesso può scegliere questi
due libri, o altri simili: il percorso generale di esperienza non cambia.
Le competenze da osservare in itinere ed al termine del ciclo triennale
Competenza sociale: le abilità chiave
Conoscenza di sé
Conoscenza degli altri
Assunzione di particolari ruoli sociali come Leader, facilitatore,
tutor-amico
Competenza motoria: le abilità chiave
Controllo del corpo
Sensibilità al ritmo
Espressività
Creazione di idee in movimento
Risposta alla musica
Competenza musicale: le abilità chiave
Percezione musicale
Produzione musicale
Composizione musicale
Competenza artistica: le abilità chiave
Percezione
Produzione: rappresentazione, abilità artistica, esplorazione
Competenza linguistica: le abilità chiave
Narrazione fantastica
Linguaggio descrittivo / reportage
Uso poetico del linguaggio e giochi di parole
Competenza matematica: le abilità chiave
Ragionamento numerico
Ragionamento spaziale
Risoluzione di problemi logici
Competenze manipolative (in esperienze meccaniche e di
costruzione): abilità chiave
Abilità motorie
Abilità visivo spaziali
Problem solving con oggetti meccanici
Comprensione delle relazioni causali e funzionali
Competenza scientifica: le abilità chiave
Abilità di osservazione
Identificazione di somiglianze e differenze
Formazione e sperimentazione delle ipotesi
Interesse per i fenomeni naturali / scientifici
|