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Scuola dell’infanzia

Obiettivi Formativi

Le scuole dell’infanzia statali del circolo promuovono (in osservanza delle indicazioni dei Nuovi Orientamenti) il rafforzamento dei processi di costruzione dell'identità per favorire la promozione dell'autonomia sotto il profilo corporeo, intellettuale e dell'equilibrio affettivo per sviluppare l'intelligenza creativa e il pensiero scientifico come presupposti all'acquisizione di specifiche competenze.

Nella scuola dell'infanzia le insegnanti si attivano per predisporre un ambiente produttivo all'interno del quale il bambino è protagonista e possa fruire di molteplici opportunità.

A scuola:

si lavora, si costruisce, si progetta, si realizza, si verifica, si discute, si pensa, si riflette.

 

Obiettivi formativi di riferimento

Costruzione dell'identità corporea attraverso:

conquista dell'autonomia personale legata al soddisfacimento dei bisogni personali;

capacità di orientarsi e compiere scelte autonome in contesti diversi;

sviluppo e consolidamento delle abilità sensoriali, percettive e motorie.

Costruzione dell'identità intellettuale attraverso:

acquisizione del "proprio punto di vista";

capacità di osservare e di essere attenti alla complessità del reale;

sviluppo del senso critico;

capacità di porsi domante - cercare risposte.

Identità Relazionale

Aspetto emotivo

Stimolare un atteggiamento positivo nei confronti di sé e degli altri.

Capacità di contenere le proprie emozioni.

Sviluppo della capacità di cooperare e collaborare per il raggiungimento di progetti comuni.

Aspetto linguistico

Capacità di rapportarsi e relazionare in gruppo di coetanei in una conversazione circolare.

Capacità di interagire con l'altro in situazioni diverse esponendo il proprio punto di vista e considerando quelli altrui.

 

Procedure di progettazione

Accoglienza

La quarta parte degli Orientamenti del 1991 della Scuola dell'Infanzia è dedicata alla didattica e all'organizzazione degli interventi educativi. E' a questa che le insegnanti si riferiscono nel predisporre l'accoglienza laddove si evidenzia l'importanza di creare un "ambiente accogliente e motivante per il bambino".

Per realizzare ciò è necessario che ogni insegnante sappia "accogliere le bambine e i bambini in modo personalizzato facendosi carico delle emozioni loro e dei loro familiari". L'insegnante deve saper leggere la ricchezza dell'esperienza del bambino offrendo ad essa valore culturale e dimensione cognitiva. Accogliere un bambino significa accogliere il mondo intero del bambino, le sue aspettative, i suoi progetti, le sue ipotesi, le sue illusioni. E' quindi fondamentale consolidare la relazione scuola - famiglia facendo in modo che i genitori possano:

entrare a scuola soprattutto quando i più piccoli affrontano i primi giorni,

essere sempre informati sull'organizzazione scolastica, sulle attività didattiche e sulle varie iniziative della scuola.

Per una sempre migliore collaborazione con le famiglie è necessario mantenere un atteggiamento di rispetto reciproco e di comprensione per le scelte e le opinioni altrui. Gli educatori devono evitare comportamenti troppo rigidi o critici ma assumere un atteggiamento di fiducia e di disponibilità per confrontarsi sulle azioni, le scelte e i modelli che vengono proposti ai bambini.

Il bambino deve sempre essere il riferimento di ogni azione dell'insegnante.

Programmazione

La programmazione didattica progetta esperienze educative e formative adempiendo alle indicazioni contenute nei Nuovi Orientamenti.

La lettura e l’attuazione degli orientamenti programmatici può essere facilitata da uno schema concettuale definito curricolo la cui struttura consente di collocare finalità educative (valori), sistemi simbolico culturali (cultura), dimensioni di sviluppo (il bambino), in un modello che contenga proposte didattiche e riferimenti di contesto.

Modello curricolare

Nuovi Orientamenti del ‘91

Valori

Finalità educative

Cultura

Sistemi simbolico culturali

Sviluppo

Dimensioni di sviluppo

Programmazione di Plesso

 

Obiettivi educativi

 

Obiettivi didattici

Quadro evolutivo di base

ambiti e potenzialità individuali e di gruppo

Vissuto del bambino

Attribuzione di significati

Apprendimenti, conoscenze

Competenze individuali e nel gruppo

Le programmazioni dei singoli Plessi sono disponibili presso la Direzione Didattica.

Organizzazione delle attività didattiche nella Scuola dell’Infanzia

I criteri organizzativi, che devono presiedere allo svolgimento della prassi educativa quotidiana, sono elementi determinanti e fondamentali nella scuola dell’Infanzia.

Le finalità propriamente pedagogiche, infatti, risultano imprescindibili dalla dotazione e dall’allestimento di un adeguato modello organizzativo generale, che costituisce il curricolo implicito ricordato dai Nuovi Orientamenti del ’91, costituito dall’organizzazione della sezione, dalla strutturazione degli spazi, dalla scansione dei tempi e dalle attività ricorrenti di vita quotidiana.

Esso si struttura secondo una prospettiva multidimensionale e plurisoggettiva, basandosi sui seguenti principi di:

Intenzionalità

Flessibilità

Funzionalità

Compresenza

Corresponsabilità

Tutti i cinque plessi del Circolo, pur con caratteristiche diverse (ambientali e di metodo: alcune monosezioni, plessi con plurisezioni e con metodo Montessori), condividono questi criteri organizzativi comuni.

In particolare viene prestata attenzione ad una adeguata organizzazione della giornata educativa, che comprende: spazi, tempi, attività, relazioni, accoglienza.

Per quanto riguarda la strutturazione degli spazi, essi devono essere accoglienti, piacevoli, stimolanti e funzionali secondo:

un’adeguata programmazione che eviti sia improvvisazioni e cambiamenti inopportuni, sia ripetizioni standardizzate e rigide;

una differenziazione con la creazione di centri di interesse;

un utilizzo di laboratori e/o angoli strutturati secondo scelte didattiche specifiche per il raggiungimento di determinate competenze;

una personalizzazione dell’ambiente per un riconoscimento di sé e delle proprie cose;

una suddivisione in sezioni o gruppi (omogenei per età, interesse, competenze) per il riconoscimento dell’altro e la formazione dell’appartenenza al gruppo;

un’attenzione alla dimensione affettivo/relazionale del contesto educativo, che non è solo uno spazio fisico, ma anche un contenitore emotivo.

Ai fini di una corretta organizzazione delle attività didattiche una cura particolare è data alla scansione dei tempi secondo:

un rispetto dei tempi psicofisici del bambino/a;

una distribuzione ordinata e coerente delle varie opportunità educative, con caratteristiche di flessibilità;

una strutturazione dell’orario dei docenti che permetta l’utilizzo della compresenza;

una valorizzazione sia dei tempi dedicati alle attività strutturate che di quelli routinari;

un’alternanza equilibrata tra le esperienze socializzanti e i percorsi individuali, le attività di sezione e quelle di intersezione, le attività ludiche sia strutturate che di gioco libero;

una valorizzazione dei tempi e delle modalità di intervento durante il momento dell’accoglienza (sia quella di inizio anno che quella giornaliera).

La strutturazione delle attività didattiche si basa su:

lo sviluppo dell’identità del bambino/a;

la conquista dell’autonomia personale;

la capacità di orientarsi nello spazio e nel tempo;

il raggiungimento degli obiettivi educativi minimi e irrinunciabili (competenze) per le varie fasce d’età;

la successione di attività ludiche libere e strutturate, programmate come veri e propri percorsi didattici, e attività ricorrenti di vita quotidiana, con la tendenza a superare la separazione e a integrare entrambe le esperienze del bambino/a nella loro totalità.

Tutti questi elementi sono sviluppati e descritti nelle singole programmazioni di plesso e negli opuscoli informativi per le famiglie, documenti reperibili in Direzione, e nel sito

http://www.sanremonet.com/scuole/infanzia/index.htm

 

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