C’era una volta al Polo Nord una giovane renna di nome Giacomo. Mentre le altre renne avevano tutte delle bellissime corna, sulla sua testa c’erano solo due piccoli cornetti ed il suo naso era grosso e di un rosso molto acceso.

Povero Giacomino! Avrebbe tanto voluto avere un naso come i suoi compagni. Le altre renne lo prendevano sempre in giro e grandi lacrimoni bagnavano quel nasone. A volte gli lanciavano palle di neve canticchiando: “ Naso rosso, naso rosso, che visione ridicola! Grosso come una mela, ma molto più rosso!”. Inoltre quando le renne scivolavano sulla neve, non lo chiamavano mai con loro ed il piccolo, sempre solo, rimaneva dietro ad un amico albero a guardarli. Non giocava neanche più a nascondino con gli altri animaletti, perché per colpa del suo naso lo scoprivano subito.

Poco prima di Natale le renne videro un cartello che diceva: “Selezione per la consegna dei regali ai bambini buoni di tutto il mondo”. Nessuno mancò all’appello: guidare la slitta la notte di Natale era un grandissimo onore! Giacomo però si nascose, perché si vergognava. Babbo Natale scelse gli animali più ro busti e veloci, annotandone i nomi su una lista. Le renne saltellarono, strofinando le corna tra loro per la felicità, perché ognuna aveva un compito: c’era chi provava i trenini elettrici e chi accudiva i cuccioli. L’unico senza lavoro era Giacomo: li avrebbe voluti aiutare, ma sapeva che lo avrebbero preso in giro!

La vigilia di Natale mentre gli elfi caricavano i regali sulla slitta, giacomo si fece avanti, per dare un aiuto. La notte era molto fredda e così nebbiosa che i piccoli aiutanti di Babbo Natale si scontravano e cadevano di continuo. Due renne, poi, litigavano per chi avrebbe guidato la slitta: “Io sono stato scelto per primo” disse Tommaso, “Ma tu perdi sempre tempo, ti metti a giocare con la Luna o a calciare una stella cadente” rispose lorenzo.

Dato che erano già in ritardo e non potevano perdere altro tempo, Babbo Natale decise di controllare sulla lista, ma era così buio e scuro che non riuscì neppure a trovarla. Ad un tratto spuntò una debole luce. “Grazie a Dio! Chi ha portato questa bella lampada?” chiese Babbo Natale.

“non è una lanterna” disse Giacomo, timoroso” la luce viene dal mio…mio naso”.

“Caro Giacomo. Sono molto contento di vederti! La tua luce guiderà la mia slitta in questa nottataccia. Ti nomino capo slitta e numero uno tra tutte le renne del mondo”. Giacomo andò fiero e contento in testa alla fila a prepararsi e Tommaso gli diede una ghirlanda di vischio ed agrifoglio. Poi, giù, giù tra le nuvole e sui tetti delle case!

Se la notte della vigilia di Natale vi capita di vedere una tenue luce tra le stelle, potete esser sicuri che Giacomo sta arrivando!

 
 
 
 
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